Il Teatro SOMS

“Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso.”

~ Gigi Proietti

Perché si chiama teatro S.O.M.S.

Teatro SOMS

Questa è una bella storia da raccontare per non dimenticare e onorare tutti gli operai, i braccianti, i salariati, gli artigiani che nel lontano 1864 hanno iniziato i lavori di costruzione del teatro, che fu completato nel 1870. Per capire le difficoltà economiche del tempo va ricordato che nel 1861 vennero istituiti i comuni, inoltre non esistevano i patronati e i sindacati ed era evidente la mancanza dei diritti per la salute e le garanzie economiche. A quel tempo, nel bel mezzo del risorgimento primeggiavano nelle comunità le idee patriottiche legate a Mazzini e Garibaldi. Il 1° novembre 1864, proprio in concomitanza con la costruzione del teatro, nasceva con tanto di statuto la società operaia di mutuo soccorso. Il teatro, che allora si presentava come un contenitore rettangolare con un piccolo palcoscenico, rappresentava per la comunità del luogo un’occasione, per stare assieme divertendosi e socializzando, dopo sei giorni di lavoro pesante (di 10-12 ore). La solidarietà era rivolta a chi per ragioni di salute aveva perso il lavoro, per chi non lo trovava. Chi era occupato lasciava una moneta per le medicine e per gli alimenti da consegnare a quelle famiglie sfortunate che non avevano un sostentamento. Questi erano i sentimenti di amicizia e fratellanza che esistevano nella comunità in un tempo non lontano, circa centocinquanta anni fa. In questo teatro gestito dalla SOMS ci si trovava soprattutto la domenica e i cittadini erano allietati da un fisarmonicista, un trombettista, un clarinettista e passavano così una giornata di festa. Tanti erano quei piccoli gesti di altruismo che si ricordano a quei tempi: offrire la verdura a chi non aveva l’orto, portare il pesce pescato, allora abbondante, da consumare assieme tra un giro di valzer e una cantata. Ai primi del novecento la Società Operaia di Mutuo Soccorso acquistò un cavallo e un carro funebre che veniva usato per garantire una sepoltura dignitosa alla morte per chi era in difficoltà economiche. Durante il periodo del fascismo la società venne espropriata del teatro con la motivazione di una cattiva amministrazione della stessa. Nel frattempo il teatro cambiò nome grazie al volere di una famiglia benestante castellucchiese, in quel periodo la struttura subì un ampliamento con la costruzione di una parte: entrata, bar, camerino, macchina per la proiezione dei film. Con la liberazione tutte le proprietà del periodo fascista, anche quelle espropriate, passarono al demanio e il teatro venne riconsegnato come gestione alla vecchia SOMS. Con le libertà riconquistate, il teatro ricominciò la sua attività con feste, convegni, cinema, ballo, diventando un riferimento di svago e divertimento della comunità. Nel 1982 il teatro per garanzie di sicurezza venne chiuso. Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute, oltre ad acquistare il teatro, presentarono un progetto di ristrutturazione investendo molto denaro con lo scopo di riportarlo al suo ruolo storico di promozione culturale e di aggregazione. Soprattutto l’amministrazione (2007-2012) è stata determinante per finire la nuova struttura. Con grande impegno economico si è potuto inaugurare nel 2009 il teatro SOMS giudicato da tutti bello, importante e accogliente. Questa bella e breve storia del teatro SOMS vuole ringraziare i dirigenti, gli amministratori e tutti i prestatori d’opera che dal lontano 1864 fino al 1982 si sono adoperati con impegno, sacrifici e generosità per far “vivere” questo teatro e consegnarlo ai castellucchiesi.

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