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ultima modifica: GIANLUCA BILLO  07/04/2015

STORIA DI CASTELLUCCHIO

 

STORIA

Ricordato da un diploma imperiale del 1045, appartenne ai vescovi di Mantova e quindi ai marchesi di Canossa. Divenuto possesso dei Gonzaga nel 1328 seguì le vicende mantovane.
Di certo si sa che a Castellucchio esisteva una Rocca che venne ricostruita nel 1379 per volontà di Ludovico I Gonzaga e che, successivamente, subì riparazioni varie e aggiustamenti nel periodo compreso tra il 1444 e il 1478 sotto il dominio di Ludovico II Gonzaga.
Non servì, però, a molto nel 1702, poiché il paese durante la guerra di successione spagnola fu saccheggiato dalle truppe tedesche e da quelle francesi, che devastarono tutto il borgo, chiesa compresa.
Nel 1796 il paese fu teatro di vari fatti d’arme; gli austriaci fuggirono davanti alle truppe di Napoleone Bonaparte e in piazza Castello, nella notte del 13 maggio, il generale Beaulieu sostò col suo stato maggiore, pernottando nella casa del Comune.
Dopo la battaglia di Magenta, avvenuta il 4 giugno 1859, gli austriaci continuarono ad arrivare a Castellucchio, ritirandosi a seguito della sconfitta, fino al 17 giugno, per poi andarsene il 18 giugno.
I primi soldati francesi arrivarono il 30 giugno 1859 e vennero accolti con grande entusiasmo. Col trattato di Villafranca anche Castellucchio passò a far parte del nuovo Regno d’Italia.

 

LUOGHI

  • Case e Ville
    Di un certo interesse sono Palazzo Venturini, costruito presumibilmente alla fine del settecento, Villa Emma, Villa Maria di via Roma, Villa Brancolini di via San Marco e la Corte “Motella” posta in frazione Sarginesco. Quest’ultima costruzione presenta il tipico esempio di palazzina padronale di corte.

  • Palazzi Musei
    All’interno della Torre Civica trova sede il Museo di Armi Antiche “Fosco Baboni”: costituita dal Dottor Baboni, la raccolta comprende armi del periodo risorgimentale, armi esotiche provenienti dall'America Latina e cimeli della prima Guerra mondiale. I pezzi esposti sono 120 suddivisi in armi bianche e da fuoco. Tra le armi bianche si segnala un aguzzo del XVI sec., uno spiedo da guerra del XVII sec., tre spade dei primi dell'800, alcune baionette a manicotto e ghiera e una sciabola piemontese da ufficiale di artiglieria a cavallo.

  • Edifici Religiosi
    La storia più antica della Chiesa Parrocchiale di San Giorgio martire è alquanto oscura: un documento del 1045 cita, in un elenco di pievi di pertinenza del vescovado di Mantova, anche quella di Castellucchio e così pure nel XIII secolo. Nel corso dei primi decenni del XVIII si passa da un edificio vecchio ad uno nuovo: di quello vecchio poco si sa. La costruzione della nuova chiesa, dalla seconda metà del XVI secolo intitolata a San Giorgio, viene terminata per varie vicende solo nel 1795. In quell’anno Giuseppe Crevola, pittore e architetto, progetta la facciata timpanata di accentuato slancio verticale nella parte centrale, anche per l’adozione dell’ordine gigante. L’interno maestoso, a tre navate, è di severa monumentalità; elementi pittorici corrono sulla calotta centrale, sui pennacchi e nel presbiterio. Nel coro la grande pala di Felice Campi, del 1795, raffigurante “San Giorgio”.L’impianto territoriale del comune è molto articolato per la presenza di frazioni con una loro storia e caratteristiche architettoniche, come Sarginesco, compatto borgo quadrato, difeso da un perimetro di canali. La strada principale conduce alla Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo, ultimata nel 1786, a pianta longitudinale e arredata con quadri e statue settecenteschi.
    Non è ancora ben chiara l’origine del toponimo di Sarginesco: forse deriva da trasformazioni dialettali tipo Sarcenicco - Sarginesco o anche da San Zinesco o addirittura San Ginesio.A Gabbiana la Parrocchiale è dedicata al Santissimo Nome di Maria; ultimata nel Settecento, era stata preceduta da una chiesetta, menzionata a metà del XVI secolo, con il titolo di Santa Maria del Bosco, un borgo esistente nel ‘500. La navata è a pianta mistilinea con accenno alla croce greca; durante il recente restauro sono state recuperate tempere settecentesche e affreschi sulle pareti del presbiterio.La Chiesa Parrocchiale di Ospitaletto, edificata tra il 1873 e il 1876, conserva il campanile della chiesa precedente, crollata. Nella parete absidata del presbiterio è posta una nicchia con statua in legno policromo, settecentesca e di scuola bresciana, che rappresenta “San Bartolomeo Apostolo” dedicatario della chiesa parrocchiale. Da segnalare, inoltre, un bel quadro della prima metà del XVI secolo, “San Francesco d’Assisi e San Francesco da Paola”, e un organo del ‘700.
    Il nome Ospitaletto fa intuire la sua storia: era luogo di tappa per i viaggiatori e vi esisteva anche un antico convento intitolato a Santa Lucia.

  • Torri e Rocche
    La costruzione della Torre Civica di Castellucchio pare risalga al IX secolo. Alta circa 26 m e con base quadrata, riporta le classiche merlature e, subito sotto, la cella campanaria. Questa grande stanza ha su ogni lato una trifora che permette al suono delle campane di espandersi. Posta sul punto più alto del paese, piazza Arturo Pasotti, costituisce ancora oggi porta d’accesso al borgo. Viene catalogata tra le costruzioni tipicamente difensive; la sua posizione permetteva infatti la protezione del territorio dalle incursioni dei Visconti di Milano e dei cremonesi. Nel 1100 la torre pare fosse di proprietà della famiglia Canossa, che la fortificò con grosse mura, camminamenti e torri di guardia.
    Nel 1707, l’amministrazione austriaca prese possesso del ducato dei Gonzaga, esaminò lo stato delle torri e castelli per una più funzionale organizzazione della strategia militare. La torre di Castellucchio vista la precaria staticità, venne elencata tra le fortezze da demolire. Si iniziò con l’abbattimento delle mura di cinta. Il materiale ricavato venne impiegato per consolidare e fortificare i castelli e le residenze dei nobili vicini.
    La torre venne risparmiata e l’ingegnere Jacopo Martinelli nel 1844, su incarico dell’amministrazione comunale, operò notevoli interventi per rafforzarla e ne modificò anche l’aspetto. Il tetto venne abbassato e fu realizzata la celle campanaria con relativa intelaiatura in ferro.
    L’orologio solare posto sul lato sud, contrapposto a quello meccanico, reca la scritta latina: “dividit umbra diem” (l’ombra divide il giorno); più in basso sono visibili tutti i segni zodiacali.

 

NATURA

Castellucchio si trova ai lati della statale Padana Inferiore ed è immerso nella campagna del medio mantovano in un territorio pianeggiante e fertile, ricco di acque.
E’ posizionato tra i fiumi Oglio e Mincio, che con i loro affluenti creano, in alcuni luoghi, un paesaggio di notevole interesse ambientale.
Nello specifico, il Comune è bagnato dal fiume Osone e dalla Seriola.
Si caratterizza per la presenza di numerosi campi con produzioni agricole intensive e specializzate.

 

PERCORSI

  • Percorso tra i Castelli
    Iniziamo l’itinerario da Ponti sul Mincio e dal suo affascinante borgo caratterizzato dal castello-recinto. Poco distante la fortezza di Monzambano, dotata di ampio giro di mura che abbraccia due colli. La vicina frazione di Castellaro Lagusello è stata recentemente riscoperta e suscita grande interesse sui visitatori. Passando tra piantagioni di vigneti si giunge a Cavriana dove un tempo esisteva una delle rocche meglio unite dello Stato gonzaghesco. Da qui si giunge a Volta Mantovana dove un tempo esisteva anche un forte- castello, testimoniato da due solenni torri. Scendendo in pianura in direzione Roverbella si giunge a Castiglione Mantovano che conserva integri giri di mura medievali. Da qui si perviene a Canedole, un tempo fornito di mura e torri, ne resta solo una. Si passa poi per Castelbelforte e successivamente Castel D’Ario, famoso per la torre della fame. Nelle vicinanze si trova Villimpenta con la presenza del bel castel-recinto.
    Attraversando il ponte sul Po si giunge a Revere, altro centro fortificato gonzaghesco. Verso sud raggiungiamo Sermide, un tempo fortezza e difesa dei confini orientali.
    Da Mantova raggiungiamo Castellucchio, che del suo apparato difensivo conserva una bella porta, fino a Marcaria, un tempo dotato di un notevole castello. Passando per Acquanegra giungiamo a Redondesco con il suo ampio e complesso apparato difensivo. Ancora un po’ e si arriva a Mariana Mantovana, uno dei comuni più piccoli della provincia, che conserva con orgoglio la bella torre posta accanto alla porta ed un tratto di mura. Passiamo per Piubega e ammiriamo una torre, unico resto di un sistema difensivo molto ampio. Lungo l’ultimo tratto incontriamo la torre isolata nei pressi di San Martino Cusnago, paese noto per la presenza dello sfarzoso palazzo eretto dal Fancelli. Concludiamo l’itinerario con Ceresara, dove si trova una grande torre con porta passante.

 

NOTE

 

L’abitato di Castellucchio si allunga ai lati della statale Padana Inferiore ed il territorio comunale è attraversato dal fiume Osone e dalla Seriola.
Dista da Mantova 11 Km.
L’economia locale è prevalentemente indirizzata al settore agricolo. Vengono prodotti in grandi quantità grano, mais, bietole e foraggi.
Elevato l’allevamento del bestiame bovino e suino. Il latte prodotto viene lavorato nei caseifici del luogo e trasformato in burro e formaggio grana padano.

 

Bibliografia:

A. Bertolotti, I Comuni e le Parrocchie della Provincia Mantovana, Mantova, 1983

R. Bonaglia, Mantova paese che vai…, Mantova, 1985

Consorzio Terra di Virgilio, a cura di M. Morelli e D. Stermieri, Mantova sapori ed emozioni: prodotti tipici e tradizionali della terra virgiliana, Mantova, 2005

Sistema Bibliotecario Oglio Po-Mincio-Po, I corsi d’acqua, quaderno n. 1, Biblioteca Comunale di Castellucchio, 1981

G. Tassoni, Toponomastica mantovana, Suzzara, 1983

Almanacchi della Pro Loco di Gabbiana, 1995-96

Assessorato alla Cultura del Comune di Castellucchio – Pro Loco di Gabbiana, Ricerca sul territorio: le vie di Castellucchio e Gabbiana, quaderno n. 2, Biblioteca Comunale di Castellucchio, 1992

Alla scoperta di Castellucchio. Dentro il territorio oggi e…ieri, a cura delle insegnanti e degli alunni delle classi IV A e IV B della Scuola Primaria di Castellucchio, 2008

Lo sport a Castellucchio. 1910-1984, a cura di A. Grassi e col Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castellucchio, 1985


 

 

 

 

 

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